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IL DIO D’ARGILLA. Dramma in quattro Atti liberamente ispirato alla vita e al pensiero di F. Nietzsche

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Il Dio d’Argilla, che nella circostanza ha preso la figura d’un filosofo, è stato immaginato sul modello di F. Nietzsche e Schneider ha posto sulle sue labbra le formule di Zarathustra…

ISBN 978-88-99509-82-8 Categorie: , Tag:

Sinossi

Il Dio d’Argilla, che nella circostanza ha preso la figura d’un filosofo, è stato immaginato sul modello di F. Nietzsche e Schneider ha posto sulle sue labbra le formule di Zarathustra. L’eroe della pièce teatrale Alexandre Folzer, ha le stesse idee, le stesse circostanze, le stesse nuances del carattere del pensatore tedesco di cui il commediografo fu — senza esserne un discepolo accecato — un fervente ammiratore. Se nella realtà il filosofo tedesco è contrapposto a Wagner; distruttore il primo, costruttore il secondo, in questo Dramma Alexandre è in opposizione ad una gentile, vibrante e sentimentale giovane, Elisabeth Destynn, che ha deciso con una totale abnegazione di rinunciare ad ogni vivente gioia confinandosi nelle “glaciali sfere dei deliri cerebrali”. Folzer, crede di elevarsi sopra l’umanità, esalta la solitudine del superuomo e, come Nietzsche, si sprofonda nella follia dopo essersi compiaciuto di temprare il suo arrogante pensiero nella trasparente aria delle cime dell’Engadina. Elisabeth, lo richiama alla realtà spezzando il suo amore intellettuale che l’univa cecamente al filosofo, sforzandosi di convincerlo che l’individuo isolato è nulla e che non esiste alcuna forza creatrice fuori dell’umanità sensibile e vivificante. Se l’orgoglio, non è che una divinità d’argilla destinata all’affondamento e al precipizio, la solitudine porta al suicidio intellettuale. Alexandre, il dio d’argilla, sempre convinto che nulla esiste al di fuori della pura ragione, cade barcollando e crolla vittima della sua stessa ragione e di quella solitudine assoluta dove non ha trovato che impotenza ed egli stesso finisce con l’affondare come una statua d’argilla. «Chi vuol fare l’angelo — scriveva Pascal — finisce con il fare la bestia».

232

Formato

Cartaceo (Libro), Digitale (File formato PDF)

Édouard Schneider

Giovanni Praticò. Già ordinario di filosofia e direttore responsabile delle riviste «Rinascita della Scuola» ed «Atena», attualmente collabora al Periodico di informazione politica e culturale «Nuovo Domani Sud». Ha pubblicato diversi saggi su varie riviste ed alcuni volumi. Tra i saggi più significativi Antonio Banfi e l’esistenzialismo, Ortega y Gasset: alienazione come alterazione, Lukács contra Nietzsche, Il lavoro umano tra realtà e utopia, Un’amica romana di Nietzsche: Malwida von Meysenbug, etc.
Con l’Editore Armando: F. Nietzsche, scuola ed educazione, Roma 1996; F. Nietzsche, La filosofia della scienza. Una visione antimeccanicistica del mondo, Roma 1997, ed ha tradotto di Denis Buican, Charles Darwin, Roma 1996. Ha curato diverse opere di Antimo Negri traducendo con quest’ultimo Heinrich von Stein, Giordano Bruno. Pensieri della sua dottrina e la sua vita, edit. SEAM, Roma 2001. Ha collaborato al volume curato da G. Penzo, Nietzsche. Atlante della sua vita e del suo pensiero, Rusconi 1999 e con lo stesso ha curato Filosofare con Nietzsche, Ediz. FERV, Roma 2002. Con le Edizioni SEAM ha pubblicato Benedetto Croce. Chiarezza e distinzione, Roma 2000. Ultimamente ha tradotto R. Steiner, “Querelle” su Nietzsche, edit. Lithos, Roma 2012 e con la stessa editrice Scritti su Nietzsche 1872-1972 (CD), Roma 2013. Di p.p. l’opera di Malwida von Meysenbug, Il tramonto della vita d’una idealista. Con le Edizioni Paguro, nel 2019, pubblica George Palante. Un individualista senza speranza e cura, con Michele Citro e Roberto Spirito, il saggio di Antimo Negri Idrosofia. Filosofia, teologia e poetica dell’acqua.

Opera in argilla di Nicola Pellegrino