Sinossi
Giovanni Colacicchi nasce ad Anagni il 19 gennaio del 1900. A sedici anni si trasferisce a Firenze per compiervi gli studi classici, ma ben presto si dedica interamente alla pittura. Nel 1925 è, con Alberto Carocci, fra i fondatori della rivista «Solaria». Nello stesso anno partecipa per la prima volta alla Biennale Veneziana e alla Prima Mostra del Novecento Italiano. Da allora è presente in tutte le maggiori esposizioni nazionali e internazionali con due sale personali alla Biennale (1932 e 1938). Amico di poeti (Montale), scrittori (Loria, Bonsanti, Levi, Landolfi, Bo), musicisti (Castelnuovo Tedesco, Gui); intellettuali e uomini di cultura (Berenson, Calamandrei, La Pira) è al centro della vita artistica fiorentina nel periodo fra le due guerre e poi, dagli anni Cinquanta, in qualità di Direttore dell’Accademia di Belle Arti e come critico artistico nella terza pagina de «La Nazione». Un importante riconoscimento gli viene dalle due antologiche allestite nel 1974 nella Sala della Ragione del Palazzo Comunale di Anagni, e nel 1983 a Frosinone, nel Palazzo della Provincia in occasione della conclusione della decorazione del Salone di Rappresentanza nel Palazzo della Provincia di Frosinone. Nel 2000 questo lavoro è stato documentato con la mostra Dipinti per un secolo ad Anagni nella Sala della Ragione del Palazzo Comunale. A Firenze nel 1986 ha avuto luogo una sua personale nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, e nel 2014 una importante mostra antologica, Giovanni Colacicchi. Figure di Ritmo e Luce nella Firenze del ’900, allestita nelle sale di Villa Bardini. Le Gallerie degli Uffzi posseggono due autoritratti (1945 e 1981), La Donna di Anagni 1930, Uliveto sotto le mura di Anagni, 1927, Fine d’estate 1932, San Sebastiano 1943, e altre opere importanti. Si spegne a Firenze il 27 dicembre 1992, ancora immerso nel lavoro.



