Sinossi
Quella che vi accingete a leggere, e a vedere, è un’opera ibrida. Un libro di promozione territoriale, una miscellanea di articoli accademici e un catalogo, nati dalla passione e dalla preparazione di diversi professionisti che, secondo le proprie specifiche competenze (storia, religione, filosofia, etica, morale, diritto, letteratura, arte — teorica e, soprattutto, pratica —, cinema e game culture) ri-flettono sul tema dell’«homodeus», restituendo una serie di intuizioni, spunti e visioni interessanti e sicuramente originali, sull’uomo, per ciò che è stato, che è, e che sarà. Chi è l’homodeus? È, innanzitutto, un essere umano. Un individuo diviso: da un lato c’è l’inevitabile e quasi coatta accettazione della propria finitezza, del proprio maledettissimo limite; dall’altro il sentimento, insopprimibile, di essere altro, di essere di più, di essere oltre. Tra questi due estremi, queste due laceranti “tensioni” — che generano quel picchiettante dilemma evidenziato nelle proprie speculazioni da numerose filosofie, dai neoplatonici a Pascal, dai romantici a Nietzsche, per citarne solo alcune —, c’è l’Azione. E, proprio quest’ultima, condita da una buona dose di Volontà, di Fortuna, di Destino, di “Spirito della Storia”, determina i grandi personaggi che si elevano o vengono elevati al rango di divinità, secondo accezioni non prettamente religiose. Ma, chi è l’homodeus, oggi? È da questo interrogativo, potente, che in qualità di pensatore, in primis, e di curatore, poi, mi sono mosso per riunire eccellenze da ogni dove e chiedere loro, semplicemente, di ragionare insieme, di dia-logare, di scoprirci, nuovamente, in un tempo diverso e unico, di lasciare una traccia. Ed ho deciso — grazie alla comprensione e al sostegno assoluto di un fantastico team di persone, Angela Rinollo, Giuseppe Todaro e Marilena Vaccaro, membri del gruppo di lavoro IO SONO P.A.L.M.A., e del lungimirante Stefano Castellino, Sindaco di Palma di Montechiaro, la città del Gattopardo — di farlo in Sicilia, un’isola, chiusa geograficamente dal mare, ma spiritualmente aperta al mondo, alle culture ed alle contaminazioni più disparate. Nasce così, e nasce qui, la Biennale del Gattopardo.



