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Incontro di lavoro a Punta Ala

7,00 13,00 

Questo è un romanzo formalmente atipico: per la simmetria strutturale delle parti, per le modalità narrative e per i motivi di fondo che lo percorrono dall’inizio alla conclusione…

ISBN 978-88-99509-49-1 Categorie: , ,

Sinossi

Questo è un romanzo formalmente atipico: per la simmetria strutturale delle parti, per le modalità narrative e per i motivi di fondo che lo percorrono dall’inizio alla conclusione. La vicenda prende avvio da un convegno di studi interdisciplinari (organizzato a Punta Ala) sulla problematica dell’accoglienza, della formazione, dell’educazione o rieducazione dei minori che non hanno mai avuto una famiglia, che sono stati allontanati dalla famiglia, privati del naturale contesto affettivo della famiglia. Il convegno è l’occasione dell’incontro tra Rosaspina Graziadei e Giovanni Battista Colasanti. Lei, donna giovane e bella, giudice d’assalto, aggressiva e alquanto trasgressiva. Lui, un quasi quarantenne, tranquillamente frustrato, insegnante di filosofia e pedagogia, incaricato di svolgere una relazione sul ruolo e il valore della paternità, in una società, di fatti, SENZA PADRE, in cui però, il bambino, è quell’essere che dà la mano (per citare l’espressione di un fine psicologo francese dell’età evolutiva) e che cerca proprio la mano del padre. L’occasionale rapporto di lavoro tra Rosaspina e Giovanni, per una sorta di inconscia empatia, evolve nella premessa di un’intesa emotivo-sentimentale che, interrottasi
con la fine del convegno, riprende, due anni più tardi, per l’imperscrutabile congiura del destino e, soprattutto, per l’imperiosa volontà di lei, in una vera e propria passione che coinvolge sensi e sentimenti. Però (attenzione!) non sarà una partita a due: prima avvertito o presentito come un’occulta presenza, dalle quinte dell’ambiguità, della reticenza e della valenza analogica del discorso, irrompe sulla scena Giannino, un bambino, segreto figlio naturale di Rosaspina Graziadei. Egli è portatore di una grave minorazione fisica, che oscura il sole della più bella stagione dell’esistenza. Restituirgli la normalità di un’infanzia mutilata è uno dei pensieri dominanti di Rosaspina che, alla fine, realizza il suo sogno di madre – per l’unicità possente dell’amore materno – eroica, crudele e struggentemente ostinata. Rosaspina vuole dare a Giannino anche un padre, la persona di cui un bambino cerca la mano, e lo identifica in Giovanni Colasanti. Poi interviene la creatività perversa della vita, che colpisce “a tradimento” la povera Rosaspina Graziadei.
Collegate alla storia sentimentale sono le circostanze che, facendo emergere le antinomie della LEGGE, mettono severamente alla prova i doveri istituzionali del giudice e l’umanità complessa e smarrita di Giovanni Colasanti. Concludendo, ci preme sottolineare che in questa storia nulla di quel che accade è gratuito o accessorio e che ogni evento, ogni suo momento è un passaggio obbligato attraverso il quale si compie il destino dei protagonisti: di lui, di lei e di un bambino senza il quale, forse, questo romanzo non sarebbe stato scritto.
Incontro di lavoro a Punta Ala s’ispira al senso profondo del nostro vivere nella molteplicità incontrollabile e imprevedibile delle sue variabili.

232

Formato

Cartaceo (Libro), Digitale (File formato PDF)

Vincenzo Fresa è nato a Nocera Superiore novantaquattro anni fa, la metà dei quali spesi al servizio della scuola. Nella scuola elementare ha percorso tutto il “Cursus honorum”: insegnante, direttore didattico, ispettore tecnico regionale e centrale e dirigente superiore della Pubblica Istruzione. Ma Vincenzo Fresa è per vocazione scrittore: contrasse, come gli piace dire, la patologia della scrittura a diciassette anni, morbo che l’accompagnerà fino alla conclusione dei suoi giorni.
La vocazione letteraria potrebbe essere stata germinata nella penombra della coscienza da un particolare. A sei anni imparò a leggere non sul cosiddetto sillabario, ma su un romanzo Il giro del mondo in 80 giorni di Giulio Verne.
Nel 1957 gli è conferito un riconoscimento per la poesia, alla Terza Edizione del «Premio Vallombrosa».
A trent’anni scrive e propone a Feltrinelli, quello che considerava, e considera ancora oggi, il suo migliore romanzo intitolato dapprima L’uomo è morto, viva l’uomo e, in seguito, Cenotafio. La morte di Gian Giacomo Feltrinelli, anche per le riserve di un autore di quella Casa Editrice, impedisce la pubblicazione del romanzo. Questo fu proposto a Rizzoli che pur considerandolo interessante, quasi uno scoop, dopo incertezze e riserve rinunciò a pubblicarlo.
Tra il 1968 e il 1969 pubblica per conto di Regione Letteraria il Tesoro di Via Casagrande che ottiene un discreto successo di vendite e, anche, di popolarità, ma non di critica. Continua a scrivere e nascono altre decine di romanzi, tra cui Efectos perì paidon e la Sindrome di Saul che, pubblicato con il gruppo editoriale dell’Espresso, è stato ristampato dalla Ke.Da.Na.
Nel 2016 la Casa Editrice Paguro pubblica il romanzo La breve giornata di Diego Muscariello per il quale a Fresa è stato conferito il premio speciale per la narrativa nella XII Edizione del Premio Nazionale “Borgo Albori”. Nel 2017 pubblica sempre per i tipi del Paguro, Implacabile amore, nel 2018, Incontro di lavoro a Punta Ala, e nel 2020, il saggio storico Dietro le quinte della storia. Scarti storiografici (discorso sull’Europa di ieri, di oggi e di un incerto domani).