Sinossi
[…] La mattina successiva alla conclusione del processo Muscariello, i muri delle Palazzine, il complesso di case popolari realizzato alla periferia nord-orientale della grande, mostruosa, violenta, pietosa, ricca, affamata, elegante, stracciona, aristocratica, plebea, geniale, stupida, teatrale, passionale, tragica, beffarda, sporca, bella, caotica, millenaria, moderna, smodata, realistica, rassegnata, ribelle, fragile, possente, umanissima, disumana megalopoli che allunga i suoi tentacoli su tutte le terre e le genti del Golfo e dell’hinterland e ben oltre i confini delle due province contermini, furono trovati, per così dire, istoriati di falci e martelli, pugni chiusi, svastiche, fasci littori, slogan razzisti e, soprattutto, di colossali tazebao, che gridavano Urbi et Orbi Viva Billichiddo! L’autorità comunale, che mal sopportava il popolo delle Palazzine, fece affiggere migliaia di manifesti con cui si stigmatizzavano duramente lo scempio civico e l’oltraggio alla Giustizia…
Vincenzo Fresa è nato a Nocera Superiore novantaquattro anni fa, la metà dei quali spesi al servizio della scuola. Nella scuola elementare ha percorso tutto il “Cursus honorum”: insegnante, direttore didattico, ispettore tecnico regionale e centrale e dirigente superiore della Pubblica Istruzione. Ma Vincenzo Fresa è per vocazione scrittore: contrasse, come gli piace dire, la patologia della scrittura a diciassette anni, morbo che l’accompagnerà fino alla conclusione dei suoi giorni.
La vocazione letteraria potrebbe essere stata germinata nella penombra della coscienza da un particolare. A sei anni imparò a leggere non sul cosiddetto sillabario, ma su un romanzo Il giro del mondo in 80 giorni di Giulio Verne.
Nel 1957 gli è conferito un riconoscimento per la poesia, alla Terza Edizione del «Premio Vallombrosa».
A trent’anni scrive e propone a Feltrinelli, quello che considerava, e considera ancora oggi, il suo migliore romanzo intitolato dapprima L’uomo è morto, viva l’uomo e, in seguito, Cenotafio. La morte di Gian Giacomo Feltrinelli, anche per le riserve di un autore di quella Casa Editrice, impedisce la pubblicazione del romanzo. Questo fu proposto a Rizzoli che pur considerandolo interessante, quasi uno scoop, dopo incertezze e riserve rinunciò a pubblicarlo.
Tra il 1968 e il 1969 pubblica per conto di Regione Letteraria il Tesoro di Via Casagrande che ottiene un discreto successo di vendite e, anche, di popolarità, ma non di critica. Continua a scrivere e nascono altre decine di romanzi, tra cui Efectos perì paidon e la Sindrome di Saul che, pubblicato con il gruppo editoriale dell’Espresso, è stato ristampato dalla Ke.Da.Na.
Nel 2016 la Casa Editrice Paguro pubblica il romanzo La breve giornata di Diego Muscariello per il quale a Fresa è stato conferito il premio speciale per la narrativa nella XII Edizione del Premio Nazionale “Borgo Albori”. Nel 2017 pubblica sempre per i tipi del Paguro, Implacabile amore, nel 2018, Incontro di lavoro a Punta Ala, e nel 2020, il saggio storico Dietro le quinte della storia. Scarti storiografici (discorso sull’Europa di ieri, di oggi e di un incerto domani).