Sinossi
La Compagnia del teatro Alfèo di Roma presenta una nuova ambiziosa produzione che rimarrà in cartello per tutta la stagione 1975/1976. La tournée, che porterà gli attori della Compagnia attraverso tutta la penisola, non nasce però sotto i migliori auspici. Da un anno circa il Paese è bersagliato da una serie di orrendi delitti le cui vittime sono sempre giovani ragazze dai capelli chiari che vengono letteralmente squartate e fatte a pezzi. La scia di sangue sembra non avere fine, seminando terrore e indignazione in ogni dove. Mentre la Polizia brancola nel buio più assoluto, Paolo Perego, un giovane attore della Compagnia, grazie a un’invidiabile memoria che si fonda su una naturale attitudine all’ascolto e all’osservazione e grazie a uno spirito percettivo e deduttivo da vero criminal profiler, riuscirà, con l’aiuto di un medico psichiatra, a venire a capo dell’intricata vicenda. Paolo non è un robot, un freddo e spietato agente investigatore. È un ragazzo semplice, pulito, divertente, ricco di umanità e d’ironia, umile e modesto. Non esibisce mai la sua mente portentosa e talentuosa che, unita a una personalità brillante e a un fascino indiscutibile, gli consente di spaziare e di eccellere in ogni campo. È appassionato di musica, di letteratura e di storia ed è un talentuosissimo attore. Grazie alla sua straordinaria curiosità e sensibilità, alla sua caparbietà e determinazione, alla sua indubbia cultura, Paolo si muoverà con sempre maggiore disinvoltura e capacità anche nell’attività investigativa. Paolo compirà un viaggio in un mondo a lui del tutto sconosciuto, un viaggio allucinante nei meandri della mente malata del peggior serial killer che la storia ricordi: il “Viandante Macellaio”. Paolo riuscirà a leggere nella mente del serial killer come se fosse stato lui a idearla, a scriverla, la sua storia; come se fosse stato lui a ispirare il folle assassino, stimolando il suo cuore di pietra e guidando le sue malsane pulsioni.




