Sinossi
Un viaggio attraverso le prime due cantiche della Commedia e, al tempo stesso, un viaggio nei meandri dell’animo umano, alla riscoperta dei valori sui quali si fonda la civile convivenza: onestà intellettuale, solidarietà, spirito di partecipazione. Un approccio al poema, dunque, essenzialmente sul piano etico, per provare ancora, sette secoli dopo, a raccogliere l’invito del sommo poeta per la nascita di una nuova stagione dell’umanità. Con tale ambizioso obiettivo viene proposta, sulla base dell’ordinamento morale di Inferno e Purgatorio, una profonda riflessione sui vizi capitali, con particolare riguardo a superbia, invidia e cupidigia che Dante riteneva principali cause delle azioni, violente o fraudolente,
contro il prossimo, e quindi all’origine delle cruente lotte politiche che dilaniavano la società comunale del tempo. Nel contesto di tali tematiche vengono analizzati alcuni fondamentali passi del poema, presentando nel merito diverse opinioni della critica tra la sterminata esegesi dell’opera, e proponendo soluzioni a volte in controtendenza rispetto ad interpretazioni consolidate, con l’intento di promuovere una lettura sempre nuova del capolavoro assoluto della letteratura italiana.



