Sinossi
Come l’Autore scrive, il “tema dell’acqua mi zampillava […] nel cervello da molti anni”. Avrebbe voluto, egli, sviluppare l’argomento da un punto di vista filosofico, teologico e poetico. La sua Prefazione, scritta nel febbraio 2005, due mesi prima della sua morte, sembra renderlo consapevole che non avrebbe potuto né concludere, né vedere alla luce, ciò ch’egli chiamava “l’ultima mia fatica”. L’amore per l’Acqua risale ai suoi studi sull’origine della filosofia ch’egli vedeva svilupparsi nelle grandi civiltà fluviali dell’Egitto e della Mesopotamia, là dove a destar meraviglia non era solo il sole con la sua nascita ed il suo tramonto, ma soprattutto il grande fiume che donava fertilità ai campi e vita agli uomini. Negri, ricordava un mito scritto in accadico della prima metà del secondo millennio a.C., che raccontava come all’inizio vi era stato il caos delle acque dolci (Apsu), delle acque salate e del mare (Ti ’amat), e delle acque, forse, in forma di nubi e di nebbia (Mummu). Il suo intento — com’egli precisa — era quello di percorrere i “luoghi d’acqua” facendo leva sul trittico filosofia, teologia e poetica che chiamava “fluenze teoretiche”, con un procedere per contrapposizione, per confronto, quasi a voler imitare il movimento proprio dell’acqua che è quello dello scorrere incessantemente. Come dimenticare, nella sua disamina, Talete, Esiodo, Empedocle, il prologo di S. Francesco, il “fiume del tempo” in S. Agostino e Lucrezio con la sua descrizione delle “trombe marine”, in letteratura Goethe, Baudelaire, Joyce ed i riferimenti a quei romanzi basati “sull’uomo e il mare”, ed infine, purtroppo, solo il frammento su “Empedocle e Freud”.
Antimo Negri. Uno dei più grandi pensatori italiani del ’900 (Mercato San Severino (Salerno) 25 febbraio 1923
Roma 28 aprile 2005) è stato ordinario di Storia della filosofia in alcune delle più importanti università italiane: Bari, Perugia e Roma, dove ha lavorato presso l’Università di Tor Vergata fino alla fine del suo incarico universitario, nel 1997. La sua è stata una giovinezza travagliata, resa difficile dai problemi economici della famiglia e da una situazione storico-politica tra le più complesse che il nostro paese abbia vissuto. Cresciuto in un nucleo familiare numeroso, ricordava sempre come abbia dovuto sin da giovanissimo dare ripetizioni ai suoi stessi compagni di scuola per racimolare il denaro necessario ad acquistare i libri scolastici. Allo stesso modo ricordava i lunghi e faticosi viaggi compiuti, negli stessi treni usati dai pendolari che si recavano a lavorare nelle prime ore del mattino, per poter raggiungere l’università, in cui si è laureato prima in Lettere e poi in Filosofia. Le difficoltà finanziarie ed il costante ed intimo contatto con i lavoratori hanno sicuramente destato in lui l’interesse per un tema che sarà sempre vivo nel corso di tutta la sua produzione: il lavoro. Il suo impegno, in questo campo, si è concretizzato in un’opera ormai divenuta un classico, la Filosofia del lavoro: storia antologica (1980-1982), seguita, tra gli altri saggi, da Il lavoro nel novecento (1988) e Novecento italiano. Filosofi del lavoro (1997). Rilevanti, inoltre, sono i suoi scritti su Gentile, Giovanni Gentile (1975), L’estetica di Giovanni Gentile (1994) eGiovanni Gentile educatore (1996); nonché i saggi dedicati all’idealismo hegeliano, fra cui La presenza di Hegel. Ricerche e meditazioni hegeliane (1961) e Hegel nel Novecento (1987). Di Hegel, oltretutto, ha tradotto La vita di Gesù e Le orbite dei pianeti. A queste traduzioni si aggiungono anche quelle di grandi classici del pensiero filosofico, economico e sociologico, e un’intensa attività saggistica e pubblicistica, scrivendo sulle più importanti riviste culturali italiane e straniere: il «Giornale Critico della Filosofia Italiana», il «Giornale di Metafisica», «I Problemi della Pedagogia», «Rinascita della scuola», «Dix-Huitième siècle», «L’Enseignement Philosophique», «Revue philosophique de la France», «studia estetyczne», «Idealistic Studies». Ad Antimo Negri si deve anche la scoperta e la valorizzazione di alcune grandi personalità della cultura italiana, come quelle di Andrea Emo, Carlo Michelstaedter e Julius Evola.
Michele Citro, Giovanni Praticò e Roberto Spirito.
Autunno Lombardo. Monte Isola – 1, tecnica mista su tavola, di Peppe Cuomo – Collezione Privata.