Sinossi
La concretezza dell’esistenza afferma sempre l’urgenza angosciosa della scelta tra possibilità che sono non soltanto altre ma in costante opposizione, in aspra lotta tra loro. La possibilità filosofica o secondo ragione delinea i tratti di una scelta e quindi di un’esistenza propriamente autentica in conflitto con la possibilità inautentica, caratterizzata dalla volontà di dominio dell’uomo (esserci) temporale, la quale rifiuta la ragione motivando una sostanziale regressione di quest’ultima nelle sue diverse specificazioni. Nell’esistere secondo ragione o filosoficamente si obiettiva pienamente l’essere, ovvero lo stesso verbo-ragione trascendente, il quale si lascia scrutare e comprendere dall’uomo pur conservando la sua ineffabilità. La possibilità autentica votata alla conoscenza contempla quindi l’onere della critica ad ogni ribaltamento della ragione nel suo contrario, e al dominio dell’uomo sulla natura e dell’uomo sull’altro uomo sotto qualsiasi veste esso si nascondi (illuminismo o romanticismo). Un valido aiuto, in tale direzione critica, è dato dall’arte e dalla dimensione estetica dell’esistere, la quale si configura come momento altamente significativo del conoscere universale capace di ricondurre all’unità filosofica il contenuto delle diverse forme conoscitive. Dialogando con i grandi maestri dell’esistenzialismo come Kierkegaard, Heidegger, Abbagnano e confrontandosi con l’immenso contributo della Scuola di Francoforte (Adorno, Horkheimer), questo piccolo scritto in pensieri intende unire il percorso esistenzialista con le istanze più profonde della teoria critica in contrasto con ogni offuscamento della ragione e pericolose declinazioni irrazionalistiche.



